Contesto Normativo

I requisiti fondamentali: uniformità e imparzialità dei controlli

L’impianto normativo comunitario in materia di sicurezza alimentare è stato ridisegnato a partire dal Regolamento 178/2002, noto anche come “General Food Law”, che introduce il principio fondamentale di approccio integrato di filiera. Ciò comporta la responsabilizzazione di tutti gli operatori della filiera alimentare, dalla produzione agricola primaria alla distribuzione finale al consumatore, ristorazione compresa.

Una delle principali componenti del nuovo quadro normativo europeo è rappresentata dal cosiddetto Pacchetto Igiene, che comprende principalmente quattro testi legislativi, a cui si aggiunge il Regolamento 882/2004 sui controlli ufficiali di mangimi ed alimenti, andando a costituire un corpus destinato a razionalizzare e unificare la normativa comunitaria in materia di igiene dei prodotti alimentari e di controlli ufficiali, precedentemente frammentata in una pletora di direttive. Tale Regolamento in particolare, definisce un quadro armonizzato di norme generali per l’organizzazione dei controlli ufficiali su mangimi e alimenti nei singoli stati dell’UE e stabilisce una serie di principi chiave, tra cui l’imparzialità e l’efficacia dei controlli, che devono essere eseguiti con regolarità proporzionata al rischio e sulla base di procedure documentate.

Il Regolamento pone l’accento sulla completezza ed esaustività dei controlli, che includono l’esame delle procedure di autocontrollo, l’ispezione di impianti, materie prime, semilavorati, sostanze a contatto con gli alimenti, prodotti e procedimenti di pulizia, manutenzione e antiparassitari, condizioni igieniche, valutazione GMP, GHP, corrette prassi agricole, rispetto delle procedure HACCP, l’esame materiale scritto e altre registrazioni.

La recente evoluzione del Regolamento 882 sui controlli ufficiali indirizza poi tutti gli oneri finanziari sugli Operatori del Settore Alimentare (O.S.A), avvalorando l’importanza della credibilità ed indipendenza dei controlli privati svolti dalle diverse organizzazioni della filiera in una logica di una sempre più stretta integrazione delle attività svolte dai Servizi Ufficiali con quelle svolte in Autocontrollo.

Anche la legislazione nazionale con il Decreto Legge del 9 Febbraio 2012 “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo” (e le successuve Linee Guida) fa esplicito riferimento al riconoscimento da parte dei Servizi Ufficiali delle attività di controllo svolte da Organismi Accreditati.

L’accreditamento dell’organismo ispettivo

In materia di accreditamento degli organismi di valutazione di conformità, inoltre, è intervenuto il Regolamento 765/2008, le cui disposizioni sono diventate cogenti in Italia nel 2010.

Al fine di agevolare la libera circolazione dei prodotti nell’ambito della UE, il Regolamento 765/2008 ha fissato regole comuni per la gestione e l’organizzazione dell’accreditamento dell’organismo ispettivo che si occupa di certificare la qualità dei prodotti. Questo ha fatto sì che, superando le difformità e le incongruità dei sistemi di valutazione precedentemente in vigore nei singoli Paesi, fosse sufficiente che un unico certificato di accreditamento a garantire la validità dei certificati emessi su tutto il territorio dell’Unione Europea.

Nell’assetto disegnato dal Regolamento, infatti, l’accreditamento da parte di un organismo nazionale preposto va a certificare formalmente la indipendenza e la competenza dell’organismo di valutazione a soddisfare i criteri stabiliti dalle disposizioni vigenti a tutela della sicurezza, della salute, dell’ambiente e della protezione del consumatore mediante lo svolgimento delle funzioni di controllo.

In questo modo, l’accreditamento fornisce un’autorevole attestazione della competenza, imparzialità e integrità dell’organismo di valutazione di conformità nonché del valore e della credibilità delle certificazioni rilasciate.

Di conseguenza anche FIT-Italia, in quanto organismo di valutazione accreditato, assume il ruolo di soggetto al quale in base all’articolo 5 Regolamento 882/2004 "l'autorità competente può delegare compiti specifici riguardanti i controlli ufficiali" () e i suoi rapporti di ispezione per la valutazione della conformità acquisiscono valore legale poiché "qualora gli operatori economici presentino rapporti di prova o certificati di conformità rilasciati da un organismo accreditato di valutazione della conformità, le autorità di vigilanza del mercato tengono debitamente conto di tali rapporti o certificati" (articolo 19 Regolamento 765/2008).